Uber non è responsabile dell’incidente mortale accaduto in Arizona

Uber non sarà perseguibile penalmente per l’incidente mortale causato da una macchina a guida autonoma, appartenente alla compagnia, che, un anno fa, ha investito mortalmente un pedone a Tempe, nell’area metropolitana di Phoenix (Arizona).

La decisione è stata presa dal procuratore della contea di Yavapai, Sheila Polk.

Il procuratore dichiarato che non sussistono le basi per la responsabilità penale di Uber, e ha raccomandato nuove indagini da parte della polizia locale.

Le autorità si stanno concentrando sul conducente d’emergenza, presente a bordo di ogni auto autonoma durante le sperimentazioni, egli ha il compito di prendere il controllo della vettura in caso di necessità.

La persona in questione, Rafaela Vasquez, aveva detto agli inquirenti che non stava usando lo smartphone prima dell’incidente. Secondo le autorità, tuttavia, le prove dimostrerebbero che la donna, prima dello scontro fatale, stava guardando in streaming una puntata del talent show canoro “The Voice”.

Per gli inquirenti l’incidente si sarebbe potuto evitare se la conducente non fosse stata distratta.

N.B Il fatto risale al 18 marzo 2018, quando Elaine Herzberg è stata investita da un Suv di Uber mentre stava attraversando la strada spingendo la sua bicicletta. Si è trattato del primo incidente mortale causato da un’auto a guida autonoma.