Uber ha nascosto un attacco hacker che ha rubato dati a 57 milioni di utenti

Il Ceo di Uber, Dara Khosrowshahi, ha ammesso che l’azienda ha subito l’hackeraggio dei dati di 57 milioni di utenti nel mondo, di cui 600 mila conducenti. L’ammissione però avviene circa un anno dopo che il fatto sia accaduto.

Secondo Bloomberg avrebbe preferito pagare un riscatto di 100 mila dollari agli autori del maxifurto per evitare che divulgassero la notizia.

I dati trafugati sono: nomi, email e numeri di telefono degli utenti, oltre ai numeri di patente dei conducenti.

Sulla base di accertamenti esterni, ha spiegato Uber, i numeri della carte di credito e dei conti bancari, i numeri della sicurezza sociale (l’equivalente del nostro codice fiscale con cui negli Usa si può rubare l’identità di una persona) e le date di nascita degli utenti non sarebbero stati piratati.

Pierfranco Gubitosa

Consulente SEO e webmaster freelance per passione.

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